Uno studio inglese ha trovato un’associazione tra minore stabilità emotiva delle persone e maggiore probabilità di riferire un morso nel corso della vita. Non ha dimostrato che l’ansia provochi il cane, né che la vittima sia responsabile.
La prevenzione più solida si fonda su distanza, consenso, supervisione e lettura del contesto. Non sul chiedere a una persona ansiosa di “non avere paura”.
Lo studio in breve

La ricerca, pubblicata nel 2018 sul Journal of Epidemiology & Community Health, ha raccolto questionari in una comunità semirurale del Cheshire, nel Regno Unito.
| Dato | Risultato |
|---|---|
| Persone intervistate | 694 |
| Nuclei familiari | 385 |
| Partecipanti che riferivano almeno un morso nella vita | 24,78% |
| Morsi attribuiti a un cane mai incontrato prima | 54,7% |
| Uomini rispetto alle donne | 1,81 volte la probabilità riferita |
| Proprietari di più cani rispetto a non proprietari | 3,3 volte la probabilità riferita |
Nel campione, solo un terzo circa dei morsi descritti aveva richiesto un trattamento medico, e lo 0,6% un ricovero.
Che cosa significa “stabilità emotiva”
I partecipanti hanno compilato il Ten Item Personality Inventory, un test molto breve sui cosiddetti Big Five. Nel modello statistico, a ogni punto in più di stabilità emotiva corrispondeva una riduzione della probabilità di aver riferito un morso.
Si tratta di un’associazione tra due misure raccolte nello stesso momento. Non dice:
- come si sentiva la persona nell’istante del morso;
- quale comportamento avesse il cane;
- chi avesse iniziato l’interazione;
- se paura e instabilità fossero precedenti o successive al morso;
- quale catena di eventi avesse prodotto l’incidente.
Perché non possiamo dire “il cane sente l’ansia e morde”
| Limite | Effetto sull’interpretazione |
|---|---|
| Studio trasversale | Non stabilisce causa ed effetto |
| Ricordi autodichiarati | Possibili errori su eventi lontani |
| Area geografica limitata | Risultati non automaticamente generalizzabili |
| Test di 10 domande | Misura sintetica della personalità |
| Pochi dettagli sul cane e sull’episodio | Non identifica il meccanismo del morso |
Gli stessi autori chiedevano ulteriori ricerche. Spiegazioni come “il cane percepisce il cortisolo” o “assorbe l’emozione” sono ipotesi aggiunte, non risultati di questo studio.
Una persona ansiosa può muoversi o interagire in modi diversi, ma può anche evitare i cani; e un morso subito può a sua volta aumentare l’ansia. Senza dati temporali non conosciamo la direzione del rapporto.
I fattori che contano nell’incontro
Qualsiasi cane può mordere se è impaurito, prova dolore, si sente intrappolato o sta proteggendo risorse o cuccioli. Il rischio nasce spesso da più fattori sovrapposti.
| Cane | Persona | Ambiente |
|---|---|---|
| Dolore o malattia | Abbraccia, incombe o afferra | Spazio stretto senza uscita |
| Paura e distanza insufficiente | Non riconosce i segnali | Rumore, folla o eccitazione |
| Cibo, gioco o cuccioli | Disturba sonno o pasto | Guinzaglio teso e incontro frontale |
| Storia sconosciuta | Corre o urla durante una minaccia | Porta, cancello o territorio |
| Eccitazione elevata | Separa una lotta a mani nude | Assenza di supervisione |
Razza o aspetto, da soli, non bastano a prevedere il comportamento di un individuo.
Come salutare un cane sconosciuto
Non è necessario accarezzare un cane che incontri. Se desideri interagire:
- chiedi il permesso alla persona che lo accompagna;
- resta a distanza, con il corpo leggermente laterale;
- non chinarti sopra la testa e non fissarlo;
- lascia che sia il cane ad avvicinarsi;
- se non si avvicina, rinuncia;
- tocca brevemente spalla o fianco, senza abbracciare;
- fermati e osserva se chiede di continuare.
Porgere il pugno davanti al naso non serve: allungare la mano invade comunque lo spazio del cane.
Segnali per interrompere
| Segnale | Che cosa fare |
|---|---|
| Testa o corpo che si allontanano | Smettere di toccare e aumentare la distanza |
| Labbra leccate, sbadiglio fuori contesto | Ridurre la pressione e osservare il corpo intero |
| Immobilità improvvisa | Non avanzare e non afferrare |
| Corpo rigido, peso in avanti o indietro | Creare spazio senza movimenti bruschi |
| Ringhio o denti mostrati | Interrompere; non punire il segnale |
| Tentativo di nascondersi | Consentire una via di fuga |
Un singolo segnale non ha un significato universale. Sequenza, intensità e contesto rendono l’interpretazione più affidabile.
Se un cane libero si avvicina
Le indicazioni di CDC e AVMA raccomandano di non correre e non urlare.
- fermati o arretra lentamente;
- gira leggermente il corpo, senza voltare del tutto le spalle;
- evita il contatto visivo diretto;
- se serve, usa una borsa o una giacca come barriera;
- non tentare di colpire o afferrare il cane;
- se cadi, proteggi testa, volto e collo;
- chiama i servizi competenti quando sei al sicuro.
Nessuna tecnica garantisce di evitare il morso. Se c’è una via protetta, usala.
Se il tuo cane mostra rischio
La responsabilità della gestione è di chi conduce il cane, non del passante.
| Priorità | Azione |
|---|---|
| Distanza | Evita i saluti e scegli orari e percorsi più facili |
| Attrezzatura | Pettorina e guinzaglio sicuri; doppio collegamento se serve |
| Museruola | Insegnala gradualmente come misura di sicurezza |
| Salute | Escludi dolore e patologie con il veterinario |
| Piano | Rivolgiti a un professionista qualificato e non coercitivo |
| Registrazione | Annota antecedenti, comportamento e conseguenze degli episodi |
Non “testare” il cane avvicinandolo al trigger e non punire il ringhio: sopprimere il segnale può rendere le reazioni future meno leggibili.
Che cosa fare dopo un morso
- Allontanati in sicurezza e lava subito la ferita con acqua e sapone.
- Fai valutare il morso da un professionista sanitario, soprattutto se è profondo, sul volto o sulla mano, infetto o con sanguinamento importante.
- Raccogli, se possibile senza esporti, i dati del referente e l’identificazione del cane.
- Segui le indicazioni dell’autorità sanitaria su segnalazione, tetano e rischio rabbia.
- Se il cane è tuo, mettilo in sicurezza e coinvolgi il veterinario e un professionista del comportamento.
Non sottovalutare i piccoli fori: possono essere più profondi di quanto appaiano.
Conclusione
Lo studio del Cheshire suggerisce una relazione statistica interessante, ma non dimostra che l’ansia causi i morsi. La prevenzione efficace evita le colpevolizzazioni: lascia scelta al cane, rispetta i segnali precoci e affida a chi lo gestisce la responsabilità di creare distanza e sicurezza.
